La Mamounia, il fascino di questo hotel a Marrakech non ha eguali
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9 Ottobre 2026
Articolo di
Valentina AlfaranoLa Mamounia, il fascino di questo hotel a Marrakech non ha eguali
A pochi passi dalle mura della Medina di Marrakech, un grande palazzo circondato da giardini secolari racconta un secolo di lusso e mondanità, durante il quale ha accolto alcune delle personalità più celebri dell’arte e del cinema internazionale: è La Mamounia, uno degli hotel più belli del mondo, un luogo in cui l’architettura tradizionale marocchina incontra il gusto Art Déco e la storia dell’albergo si intreccia con quella dei suoi ospiti illustri, da Winston Churchill a Yves Saint Laurent.
Inaugurato nel 1923, l’albergo deve il proprio nome al principe Moulay Mamoun, che nel XVIII secolo ricevette dal padre, il sultano Sidi Mohammed Ben Abdellah, un vasto giardino come dono di nozze. Di quella proprietà originaria rimane un magnifico parco di sette ettari, dove ulivi, aranci e palme crescono lungo sentieri ombreggiati che proteggono l’hotel dal movimento incessante della città. L’architettura di La Mamounia racconta oltre cent’anni di trasformazioni, a partire dal nucleo originario, progettato dagli architetti francesi Henri Prost e Antoine Marchisio, che si sviluppava su un solo piano e contava una cinquantina di camere.
Gli ampliamenti successivi hanno dato forma a un complesso più articolato, nel quale l’eleganza geometrica dell’Art Déco si combina con gli elementi dell’architettura marocchina, riconoscibili negli zellige, i mosaici geometrici che rivestono pareti e pavimenti, e nelle decorazioni moresco-andaluse che impreziosiscono i saloni e i patii con fontane di marmo; questa ricchezza decorativa accompagna anche gli ambienti di rappresentanza, dalla grande hall, dominata dal Lampadario del Centenario, alla Galleria Mamounia e ai saloni che hanno accolto generazioni di viaggiatori illustri. Tra gli spazi più rappresentativi figura il Bar Majorelle, che conserva il soffitto decorato negli anni Venti dal pittore Jacques Majorelle, accanto al quale spicca, per la sua atmosfera più raccolta, il Bar Churchill, dedicato a uno degli ospiti più affezionati dell’albergo.
Winston Churchill scoprì La Mamounia nel 1935 e tornò più volte a Marrakech, attratto soprattutto dalla luce e dal panorama delle montagne dell’Atlante, che amava dipingere durante i suoi soggiorni. Lo stesso scenario conquistò scrittori e pittori come Paul Bowles e David Hockney, e la fama dell’hotel raggiunse anche Hollywood, attirando personalità come Charlie Chaplin, Alfred Hitchcock e Catherine Deneuve. Uno degli episodi più affascinanti della storia dell’hotel risale però al febbraio 1966, quando Yves Saint Laurent e Pierre Bergé arrivarono per la prima volta in Marocco e scelsero proprio La Mamounia come alloggio. All’epoca l’albergo aveva perso parte del suo antico splendore, eppure conservava un fascino discreto che conquistò entrambi; dopo alcuni giorni di pioggia, il sole tornò a illuminare Marrakech e dalla loro camera apparvero le cime innevate dell’Atlante, in una mattina che Bergé avrebbe ricordato come decisiva per il loro destino. Quel viaggio segnò l’inizio di un legame profondo con il Marocco, destinato a influenzare anche l’immaginario creativo dello stilista.
La Mamounia conserva ancora questa eredità attraverso ambienti rinnovati in occasione del centenario del 2023, con 206 camere, una grande spa e tre ristoranti, due dei quali affidati allo chef Jean-Georges, ai quali si aggiunge la pasticceria firmata Pierre Hermé. Il lusso contemporaneo convive così con la memoria di un luogo che ha attraversato il Novecento e continua a custodirne il fascino, tra i giardini che accolsero Churchill e i saloni frequentati dalle grandi personalità della cultura internazionale.