STYLE

26 Marzo 2024

Articolo di

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Camilla Bordoni

Quando è la moda a fare swipe sulle dating app

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26 Marzo 2024

Articolo di

Camilla Bordoni
Moda Swipe Dating App Tinder
Good Faces Agency/Unsplash

Quando è la moda a fare swipe sulle dating app

E se vi dicessimo che le app di dating hanno molto più in comune con la moda di quanto si pensi? Così di punto in bianco è ragionevole pensare che possa sembrare un paradosso ma quando si è lì, intrappolati in un loop di sinistra, sinistra, sinistra con il proprio pollice che continua furiosamente a scartare tutti i pretendenti un dubbio a un certo punto sorge spontaneo: stiamo cercando solo un partner o anche qualcuno che matchi con il nostro stile?

Una volta dire di aver conosciuto qualcuno online era come darsi una mazzata sui piedi da soli. La pena era la stessa di Hester in “La lettera scarlatta”, ovvero essere etichettati dalla propria cerchia ristretta come persona “strana” con annessa una qualche ingombrante diagnosi fantasiosa a carico. Non è una esagerazione, chi rientra nel target millennials sa il rischio che si corre a rivelare che il proprio fidanzato/a, ora seduto/a vicino al padre durante la cena in famiglia, è stata la piacevole conseguenza di uno swipe a destra.

Insomma, vallo a spiegare a chi la propria anima gemella l’ha conosciuta andando in montagna con la comitiva di amici di amici o sul muretto della piazzetta una sera d’estate mangiando un gelato. Quasi impossibile colmare il gap generazionale, soprattutto quando la domanda fatidica sul “come l’hai scelto/a” arriva inevitabilmente.

Già, come si ha indirizzato il gusto inizialmente? Dalla bio risicata con spazi contati, dalle foto, dagli interessi, dalla manciata di artisti musicali evidenziati ma relegati a fondo profilo o… da quello che indossava? Ammettere di aver scelto, almeno in un primo momento, secondo il parametro superficiale dell’abbigliamento non è poi questa gran tragedia, d’altra parte sempre di un catalogo online stiamo parlando.

@saracampz Going on a date tomorrow so figured I’d show y’all what my dating profile looks like😌💖#fyp #dating #datinglife #profilepics #styleinspo #fashiontiktok #maximalism #maximalist #datingapps ♬ original sound – Sara Camposarcone

L’amore sboccia se è in palette

Se avete mai partecipato a una seduta di armocromia sapete perfettamente la teoria della palette, secondo cui ci sono colori che matchano con la nostra pelle e altri che dovrebbero essere assolutamente bannati. Ecco, la moda sulle dating app svolge un po’ la stessa funzione. Perché possiamo girarci intorno, ma il punto della questione è che nel magico mondo degli appuntamenti online una prima scrematura la si fa anche paragonando il proprio stile a quello dell’altro/a.

D’altronde sullo schermo non si ha più di una manciata di info e se il futuro grande amore si nasconde non dietro l’angolo ma dietro uno swipe da qualche parte si deve pur partire. Ecco quindi che quei look immortalati nelle foto scelte, consapevolmente o meno, per completare il profilo diventano una pseudo chiave di lettura.

Ovviamente non stiamo parlando di un passe-partout né tanto meno di un metodo di decodificazione infallibile. È un dato di fatto però che la moda sia un mezzo di espressione del sé. Un vero e proprio linguaggio, fatto di segni verbali e non con cui si vuole comunicare un messaggio. Così l’atto del vestirsi, riconosciuto universalmente come metodo espressivo del costume moderno, se unito all’abbigliamento e al gusto personale genera quella galeotta prima impressione che magari, pur essendo sbagliata, sarà determinante per il proprio love affair.

Tra miti e leggende, la moda è sulle dating app

È vero: l’abito non fa il monaco però contribuisce a inquadrare una persona. Questo non vuol dire etichettarla (perché suvvia gli stereotipi lasciamoli al secolo scorso che sono pure old fashion) ma piuttosto cercare di carpire il suo lifestyle o per esempio il suo senso estetico. Così chiedersi se L. 32 sia più il tipo da discoteca il venerdì sera o da festival musicale dalla maglia che indossa è del tutto normale. Come lo è domandarsi se M. 27 ti farà partecipare ai raduni di cosplayer o piuttosto a sessioni interminabili di shopping in base al look che sfoggia nella seconda foto del profilo. Ovviamente uno scenario non esclude l’altro, ma anche i più puri di cuore incappano nei cliché dell’abbigliamento e se il loro fashion factor è a colpo d’occhio l’opposto la severa sentenza è presto data.

@simplyysri

what aesthetic should we test next 😏

♬ original sound – simplyysri

C’è però un altro aspetto che lega la moda alle dating app ed è interessante notare che viene platealmente evidenziato da Google se si ricerca qualcosa inerente agli incontri in rete. Come si chiedono consigli online su come vestirsi per un colloquio, la stesso succede per lo scatto prediletto da mettere su Hinge. Ed oltre ad articoli che urlano al clickbait con un “dress to impress” ecco che magicamente si scopre che il fashion flirta davvero e più di noi con le app di incontri.

Sapevate che Tinder, oltre a essere stato il set di una campagna del brand di Ann Sofie Back nel 2018, vanta delle capsule collection realizzate in colab con le griffe Kochè e Chet Lo? O eravate a conoscenza dell’esistenza di vere e proprie applicazioni che sul modello dell’Interfaccia di Tinder promettono di fare match con i vostri futuri outfit preferiti? Styl è una di queste app e consente ai trend setter di scorrere le raccomandazioni di abbigliamento provenienti da più siti web raggruppandole su un’unico spazio, ricevendo successivamente proposte curate in base alle loro scelte, o meglio, a seconda dei loro swipe a destra o sinistra. Meccanismo similare anche per Mada, applicazione che invece di meri prodotti propone interi outfit a cui mettere like o scartare e quindi comprare un solo items o il total look.

@themadaapp Tinder for Outfits! Download on the App Store #tinderforoutfits #stylingapp #themadaapp #outfitbuilding #outfitinspo @madisonesemarjian @themadaapp ♬ original sound – Mada

Insomma, al di là del simbolismo, dei significati espliciti e dell’uso che si fa della propria carta di credito, la liaison tra moda e dating app c’è. E sia che si tratti della foto dei/delle pretendenti sia di quella giacca con cui si ha fatto match, il fashion resta un punto di partenza per esprimere la propria personalità offrendo agli altri un sistema di decodificazione attraverso i singoli capi che si sceglie deliberatamente di indossare.

Ma se la grammatica a cui attingere è vasta quanto le infinite possibilità di combinazioni, quanto sulle piattaforme di incontri ci si può fidare dell’abbigliamento per decidere o meno il prossimo date? Tanto o troppo poco, ogni caso è a se stante e basato sul gusto personale. D’altra parte è proprio come nel film “Come tu mi vuoi”. Perché è vero: il popolare Riccardo non avrebbe mai iniziato a guardare seriamente la studentessa modello Giada se non avesse fatto glowing up abbandonando il maglione castigato ed informe della nonna. Ma lo è altrettanto il fatto che alla fine lui di lei si innamora davvero, a prescindere da quello che indossa. Insomma, se son rose fioriranno.

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