L’albergo rosa più bello della Costiera Amalfitana
TRAVEL
26 Luglio 2026
Articolo di
Valentina AlfaranoL’albergo rosa più bello della Costiera Amalfitana
Arroccato a 350 metri sul livello del mare, Palazzo Avino è lo splendido hotel rosa che domina la Costiera Amalfitana dall’altura di Ravello, dove la sua facciata scandisce da anni il profilo del borgo. Ospitato nell’antico Palazzo Sasso, una dimora nobiliare le cui origini risalgono al XII secolo, l’albergo conserva l’impronta di una residenza aristocratica affacciata sul Golfo, nella quale le tracce del passato accompagnano ancora la vita degli ambienti.
La storia dell’edificio attraversa epoche diverse e riflette il destino di Ravello, borgo della Costiera Amalfitana che dalla seconda metà dell’Ottocento cominciò ad attirare viaggiatori stranieri, artisti e intellettuali, conquistati dalle bellezze paesaggistiche, le ville storiche, dai giardini e dalla posizione elevata sul Mediterraneo. Dalla seconda metà dell’Ottocento Ravello iniziò ad attirare viaggiatori e protagonisti della cultura internazionale, da Richard Wagner, che visitò Villa Rufolo nel 1880, a Virginia Woolf, E.M. Forster e André Gide. Nel 1928 la famiglia Camera trasformò invece Palazzo Sasso in albergo e ne affidò la gestione alla famiglia Vuilleumier. Con il nome di Hotel Palumbo, la struttura accolse negli anni Humphrey Bogart e Gina Lollobrigida durante le riprese de Il tesoro d’Africa, oltre a Ingrid Bergman e Roberto Rossellini.
La gestione si interruppe improvvisamente nel 1978 e l’albergo rimase chiuso, esposto a un progressivo stato di abbandono, fino all’acquisto da parte della famiglia Avino nel 1995. Dopo un accurato intervento di recupero, la struttura riaprì nel luglio del 1997 e nel 2013 assunse il nome di Palazzo Avino, rendendo esplicito il legame con la famiglia che ne aveva restituito il patrimonio architettonico all’ospitalità internazionale. Il colore rosa della facciata ha fatto il resto, trasformando il Pink Palace in una presenza riconoscibile nel profilo di Ravello.
Le quarantatré camere, comprese dieci suite, si affacciano sul Golfo oppure sui rilievi che circondano Ravello e sono decorate con ceramiche artigianali di Vietri, tappeti antichi e mobili compresi tra il XVII e il XIX secolo. Nei giardini trovano posto la piscina riscaldata e la spa, mentre il solarium occupa la terrazza più elevata della proprietà. Completano l’offerta il ristorante Rossellinis, insignito di una stella Michelin, e la Clubhouse by the Sea di Marmorata, una villa sul mare riservata agli ospiti dell’hotel.
Negli ultimi anni Palazzo Avino ha avviato un restyling progressivo affidato all’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva, che lavora alla trasformazione dell’hotel dal 2022. Il suo intervento ha preso avvio dalla Suite Infinito, ricavata nell’antica torre e inaugurata nell’aprile del 2023, per estendersi successivamente a venti camere e ad alcuni degli spazi più rappresentativi del palazzo, tra i quali la lobby, il Caffè dell’Arte, il ristorante Rossellinis e la Terrazza Mar-A-Vi-Glia.
Il progetto è nato da una ricerca condotta sulle fotografie conservate nell’archivio della famiglia Avino, attraverso le quali Dell’Uva ha ricostruito l’aspetto originario degli ambienti e individuato gli elementi da recuperare. Gli archi ogivali, i capitelli e le antiche ceramiche sono diventati il punto di partenza di un intervento che ha riportato alla luce anche soffitti nascosti dalle controsoffittature e ha ridisegnato i serramenti sulla base delle immagini dei primi del Novecento.
Nei nuovi interni il cotto smaltato e dipinto a mano richiama la tradizione vietrese, con sfumature che dal bianco conducono al blu cobalto delle vetrate, quasi a proseguire la vista del mare all’interno delle camere. I decori riprendono alcuni motivi di Villa Rufolo, mentre le pareti e le boiserie reinterpretano gli archi che scandiscono le logge del palazzo; mobili d’epoca, arredi su misura e icone del design italiano convivono così in ambienti che appartengono al presente senza perdere il tono domestico delle grandi dimore storiche. Le opere d’arte sono state pensate come parte dell’architettura e accompagnano gli ospiti fin dal loro ingresso. Nel Caffè dell’Arte, l’installazione luminosa Ulysses di Joseph Kosuth incornicia il panorama attraverso diciotto neon, mentre il profilo metallico di Venere realizzato da William Kentridge introduce alla lobby. Sullo scalone monumentale, Martino Gamper ha disegnato un tappeto che rinnova lo spazio attraverso il colore e il segno grafico, lasciandone intatta la struttura.
Palazzo Avino continua così a cambiare stagione dopo stagione, senza rinunciare alla propria identità; e il restyling di Giuliano Andrea Dell’Uva ne è una prova, perché riporta in primo piano i dettagli che il tempo aveva nascosto e affida all’artigianato, al design e all’arte il compito di accompagnare nel futuro l’hotel rosa di Ravello.