Le collane profumate raccontano una storia antichissima
ACCESSORIES
26 Marzo 2026
Articolo di
Beatrice Nicolini
Le collane profumate raccontano una storia antichissima
Tra tutto ciò che siamo chiamati a indossare, dal capo alla skincare fino all’accessorio, la fragranza è forse l’elemento più identitario, poiché disegnato per perdurare, lasciare un’impronta indelebile, rievocando spesso memorie alle quali, diversamente, sarebbe difficile attingere. Ricordi lontani, che affondano le radici nelle prime grandi civiltà e nell’antico Egitto, al quale viene attribuita la nascita della prima boccetta di profumo, dimostrando la necessità di scolpire un contenitore, uno spazio, che ne custodisse l’aroma, e con questa, la sua storia.
E se in un primo momento il flacone appare come un oggetto statico, da esporre in vetrina, su una mensola di casa, o da nascondere in borsa e tirare fuori al bisogno, è proprio la storia a dimostrarci il contrario. Da secoli, infatti, la fragranza viene esibita non solo sulla pelle, ma in ciondoli intrisi d’aroma, meglio noti come perfume pendants, da portare con sé più per esigenza che per valorizzare il proprio aspetto, più per un piacere individuale che altrui.
Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique
La fisionomia di questi flaconi portatili comincia a prendere forma proprio nel Medioevo – sebbene c’è chi creda che abbiano un’origine ancor più remota, insita in sembianze più ibride e distanti da ciò che conosciamo oggi, come nel caso dei coni profumati d’Egitto. Tuttavia, è durante l’età di mezzo che oggetti come i pomander, o pomi d’ambra, si diffondono, rafforzando il legame tra profumo e accessorio.
The Metropolitan Museum of Art
Realizzati in metallo, oro o argento, questi pendenti assomigliavano a sfere traforate, le cui fessure emanavano l’aroma di erbe, fiori e profumi utili a proteggersi dall’odore sgradevole che si respirava per le strade del tempo – dovuto anche a una scarsa igiene –, e da conseguenti malattie o infezioni, che all’epoca si pensava fossero causate e trasmesse dal miasma, un’aria impura e malsana. I pomander venivano così appesi al corsetto, alla cintura, oppure al collo, e annusati all’occorrenza per sfuggire all’esalazione pervasiva e maleodorante di quegli anni.
Un simile approccio si intravede anche tra l’Era georgiana e l’Età vittoriana, dove la necessità di contrastare l’odore altrettanto insopportabile del tempo portò alla diffusione della vinaigrette, una piccola scatola contenente una spugna imbevuta in una fragranza a base d’aceto, che nel tempo venne integrata alla chatelaine, un accessorio appeso alla cintura, e che dalla vita, faceva discendere una cascata di oggetti, tra cui forbici e taccuini o piccole fiaschette contenenti una varietà di sali da annusare in caso di svenimento “da corsetto”, così stretto da stordire le signore dell’epoca, che grazie al profumo di questi stessi pendenti riuscivano a rinsavire.
Un uso molto meno glamour rispetto al costume contemporaneo dei ciondoli in questione, che si è evoluto a partire dai disegni di Elsa Peretti per Halston e Tiffany & Co. degli anni ‘70, i quali ponevano le fondamenta del rapporto tra raffinatezza e sensualità, fino a raggiungere le fiale in miniatura di Celine nella collezione primavera estate del 2020 e la collana indossata da Kaia Gerber al Métiers d’Arts nel 2019, che riprende la sagoma dell’intramontabile Chanel N°5, e non ha bisogno di emanare profumo, poiché oggi, la sua essenza, è riconoscibile alla mera visione.
Chanel
E qualora la vista non bastasse per ricordare, è la collana profumata Portofino ’97 di Victoria Beckham a invitarci a imprimere in un gioiello la nostra memoria olfattiva, e tornare a una dimensione familiare che supera le regole del tempo e dello spazio, e che per lei, corrisponde a una vacanza sulla costa genovese che ricorda “come se fosse ieri”.
Victoria Beckham
La storia del perfume pendant narra quindi una metamorfosi continua, ma anche un desiderio di permanenza che supera qualsiasi epoca, qualsiasi ruolo, e rende questo ciondolo profumato un amuleto pieno di significato, che sia uno scudo contro le avversità o una capsula del tempo.
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