È ancora una volta Romanée-Conti il vino più costoso del mondo
FOOD & BEVERAGE
3 Aprile 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
È ancora una volta Romanée-Conti il vino più costoso del mondo
Il 31 marzo 2026 una bottiglia di Romanée-Conti 1945 è stata battuta all’asta a New York per 812.500 dollari, cifra che stabilisce un record eccezionale per il mondo del vino, una cifra che la colloca tra gli oggetti più preziosi mai apparsi sul mercato delle bottiglie da collezione. La vendita è avvenuta durante La Paulée, evento internazionale dedicato alla Borgogna, nell’ambito di un’asta organizzata da Acker, storica casa d’aste specializzata in vini rari, e ha riportato l’attenzione globale su uno dei millesimi più rari della storia enologica.
Al cambio attuale, il valore supera i 750.000 euro, un dato che conferma l’interesse crescente per le bottiglie legate a contesti storici irripetibili e a produzioni estremamente limitate. Il risultato supera il precedente record stabilito nel 2018, quando un altro Romanée-Conti 1945 era stato aggiudicato per 558.000 dollari, con un incremento di quasi il 50% che conferma la crescita della domanda per queste referenze eccezionali, dal momento che il 1945 rappresenta un momento particolarmente delicato nella storia del Domaine de la Romanée-Conti.
Si tratta infatti dell’ultima vendemmia prima della sostituzione completa delle vigne avvenuta due anni dopo attraverso un reimpianto, una scelta resa necessaria dalle conseguenze della fillossera che aveva colpito i vigneti europei nei decenni precedenti, con effetti profondi sull’intero settore vitivinicolo. La produzione di quell’anno fu estremamente limitata, si parla di circa seicento bottiglie, una quantità ridotta anche per gli standard dell’epoca, dato che contribuisce a spiegare perché ogni esemplare ancora esistente sia considerato una rarità assoluta.
A rendere questa annata particolarmente leggendaria è anche la natura delle vigne da cui proviene, ovvero ceppi che avevano attraversato quasi un secolo di storia, sopravvivendo a eventi che avevano segnato profondamente la viticoltura europea; il 1945 segna quindi la conclusione di una fase produttiva che non è più replicabile.
La bottiglia venduta nei giorni scorsi proviene dalla collezione privata di Robert Drouhin, figura di riferimento della Maison Joseph Drouhin e protagonista della storia recente della Borgogna, elemento che rafforza il valore collezionistico dell’esemplare e ne definisce con maggiore precisione la provenienza. La tracciabilità e il contesto di conservazione incidono in modo determinante su queste aggiudicazioni, e contribuiscono in maniera decisiva a consolidarne il valore nel tempo.
Il Domaine de la Romanée-Conti, situato nel cuore della Côte de Nuits, è noto per la produzione di alcuni dei vini più richiesti e ambiti al mondo. La tenuta, resa grande nel corso della sua storia da nomi come Madame Lalou Bize-Leroy e Aubert de Villaine, produce per ogni annata un numero limitato di bottiglie vinificando principalmente Pinot Nero, ma la rarità dell’annata 1945 ha portato il valore di questi esemplari a livelli senza precedenti.
L’asta di La Paulée ha coinvolto lotti provenienti da quindici prestigiose tenute della Borgogna, raggiungendo complessivamente oltre 25 milioni di dollari, le offerte hanno superato in media le stime più alte, con numerose referenze che hanno stabilito nuovi record. Il risultato del Romanée-Conti 1945 si inserisce in questo contesto come il vertice assoluto della vendita. Tra i risultati più rilevanti si segnalano una bottiglia Mathusalem di La Tâche 1971 e una cassa da dodici bottiglie di Romanée-Conti 1999, entrambe battute per 325.000 dollari.
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