Anthony Vaccarello ha ricordato al mondo cosa vuol dire Saint Laurent
STYLE
1 Ottobre 2026
Articolo di
Michela FrauAnthony Vaccarello ha ricordato al mondo cosa vuol dire Saint Laurent
L’amore finisce, ma non per questo smettiamo di sperare che possa durare per sempre. In fondo, è il bello di questo gioco di cui non riusciamo a fare a meno. L’emozione è la stessa provata da chi ha assistito, da vicino o da lontano, poco importa, al monumentale défilé di Saint Laurent, andato in scena ai piedi dell’immancabile Tour Eiffel.
Uno spettacolo che pareva un addio, forse l’ultimo firmato da Anthony Vaccarello, sebbene nessuna conferma o smentita sia per ora arrivata. Un silenzio che fa rumore e da uno show che parla da sé. I dieci look total black svelati nel finale e la simbolica consegna delle (ipotetiche) chiavi della maison che lo stilista depone nelle mani del figlio, fanno poi il resto.
L’oro è il più riconoscibile protagonista. Ma l’opulenza di una sfilata che per ovvi motivi passerà alla storia non è esclusivamente riconducibile alla scelta di utilizzare ossessivamente un colore tanto amato da Monsieur Yves, al punto che persino una retrospettiva – Gold: Les Ors d’Yves Saint Laurent – nel 2022, ne raccontò l’uso perpetuo. «È un colore magico» disse, «quando si riflette su una donna, è il colore del sole». E così, ieri, nella buia notte parigina, è come se il sole splendesse.
Teatrali erano i tre scenografici lampadari che adornavano la notte, simili a quelli che lo scultore francese Aimé Millet realizzò per la sala da ballo dell’InterContinental Paris Le Grand, dove Yves era solito svelare le sue creazioni couture. Intensa ed emozionante, invece, la performance di Charlotte Gainsbourg che, sulle note di una canzone composta per l’occasione, accompagnava l’uscita di scena delle modelle, proprio come nel 2002 fece Catherine Deneuve per l’ultimo show del couturier francese.
Simboli che ritornano, intervallati da anni di storia della maison. Dieci dei quali affidati alle cure di Vaccarello, capace con il suo tocco da moderno Re Mida di dare vita a una nuova golden age per Saint Laurent. Lo show di ieri, concluso con il consueto saluto, meno fugace del solito e condiviso con le sue muse – come la modella e amica Anja Rubik – lo ha ricordato al mondo.
La ricchezza, al di là dell’oro nei tessuti, dei bijoux bold e delle scarpe esercizio di design estremo, vive nella sua capacità di rinnovare gli stilemi della maison – le sahariane, i trench, le bluse e le gonne a portafoglio – aggiungendone di nuovi, ormai altrettanto potenti e radicati nel DNA del brand, come i cappotti dalle spalle importanti e i tailleur corti bordati di pelliccia. Questa volta tutto in oro, ma da sempre (e per sempre) simbolo di una chicness sensuale, tagliente ed estremamente parigina. Quello che, in fondo, Saint Laurent è sempre stata.