«Dalí e la moda» in mostra a Milano
ART & DESIGN
29 Luglio 2026
Articolo di
Michela Frau
«Dalí e la moda» in mostra a Milano
Una giocosa idea, come quella di mettersi in testa una scarpa a mo’ di cappello, può, nella mente di un artista surrealista, diventare il punto di partenza per la creazione di un accessorio capace di sovvertire l’ordine canonico (e atteso) delle cose. È così che nacque, nel 1937, il celebre cappello a forma di décolleté rovesciata che Salvador Dalí realizzò insieme a Elsa Schiaparelli, ispirato da una fotografia scattata da sua moglie Gala pochi anni prima, che lo immortalava in un attimo di puerile divertimento.
Ma lo Shoe Hat fu solo uno dei tanti progetti nati dalla prolifica liaison artistica che legò il maestro del surrealismo alla stilista italiana. Ci sono l’abito aragosta indossato da Wallis Simpson, lo Skeleton Dress con le imbottiture che simulano una gabbia toracica e l’abito con stampa trompe-l’œil che riproduce squarci e lembi di stoffa lacerati, lasciando intravedere la pelle sottostante, oltre a tanti altri progetti che costituiscono il fulcro di «Dalí e la Moda», la mostra che si terrà a Milano dal 24 settembre al 31 gennaio 2027.
Photo of Salvador Dalí, Fundació Gala
Le sale del Palazzo Reale accoglieranno oltre 200 tra opere e documenti – dipinti, illustrazioni che realizzò per le riviste, fotografie, abiti e tutta una serie di oggetti frutto della collaborazione con maison come Chanel, Christian Dior e Paco Rabanne – in un percorso espositivo curato da Montse Aguer, Laura Bartolomé Roviras e Judith Clark, che si pone l’obiettivo di raccontare il rapporto che l’artista catalano ebbe con il mondo della moda.
Questa volta, però, non soltanto ripercorrendo le innumerevoli volte in cui la sua arte ha ispirato visivamente le creazioni dei couturier, ma raccontando come abbia offerto alla moda un metodo di lavoro: un sistema fondato sul rapporto con il corpo, sulla potenza della comunicazione e sulla forza identitaria dell’atto di vestirsi.
«Se Salvador Dalí ha voce in capitolo, i costumi da bagno saranno aperti, scoppiettanti e gonfiabili entro la fine dell’anno», scriveva nel 1965 il New York Times a proposito della collezione chiamata non caso «Linea Piatta» che Dalí realizzò per Jack Winter, azienda di abbigliamento femminile del Wisconsin, con l’obiettivo di «sopprimere il seno». Dichiarazione di intenti emblematica, nonché testimonianza di come per lui la moda fu terreno fertile per sperimentare le proprie ossessioni. Questa sarà l’anima della mostra.