FOOTWEAR

19 Giugno 2026

Articolo di

Beatrice Nicolini

Storia della zeppa, la scarpa anti-sanzione inventata da Salvatore Ferragamo

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19 Giugno 2026

Articolo di

Beatrice Nicolini
Salvatore Ferragamo Zeppa storia scarpa Anti-sanzione

Storia della zeppa, la scarpa anti-sanzione inventata da Salvatore Ferragamo

L’estate, l’agitata disco Anni ‘70, Carmen Miranda: la zeppa è associabile a tutto ciò che di più gioioso e colorato esista, eppure, la sua storia affonda le radici in un tempo meno florido e roseo, e nella creatività e spirito di sopravvivenza di un uomo che non si perse mai d’animo.

Erano gli Anni ‘30 e quell’uomo era Salvatore Ferragamo, all’epoca già noto agli Stati Uniti (dove si era trasferito nei primi del Novecento) e alle star di Hollywood, per le quali realizzava una varietà di calzature. Tornato in Italia, però, quello stesso successo non fu semplice da replicare: dopo il fallimento della propria attività a Firenze in corrispondenza della Crisi del ‘29, lo stilista si ritrovò infatti a dover fronteggiare le sanzioni imposte all’Italia dalla Società delle Nazioni, che risultarono nella conseguente insufficienza di alcune materie prime disponibili in circolazione. Tra queste, vi era l’acciaio, materiale che Ferragamo era solito inserire all’interno delle proprie calzature, e di fronte a tale carenza, decise di trovare un’alternativa. 

Pensò al sughero, un materiale leggero ma anche altamente resistente, da inserire proprio al posto dell’acciaio, utilizzandolo per riempire la suola delle scarpe e coniando, di fatto, la sagoma della zeppa che oggi tutti conosciamo, brevettandola per la prima volta nel 1937.

Nonostante il concetto di suola rialzata affondi in realtà le proprie radici nell’Antico Egitto, è proprio a Ferragamo che viene attribuito il merito dell’invenzione della zeppa contemporanea, la quale, tutto sommato, fu la sua “fortuna nella sfortuna”, e non solo gli permise di reagire alla scarsità dell’acciaio dell’epoca ma di reinventarsi facendo fortuna.

Da quel momento, infatti, la fama della scarpa crebbe velocemente, intersecandosi con i successi di importanti dive dello spettacolo, che vantano zeppe personalizzate realizzate dallo stesso Ferragamo.

Salvatore Ferragamo Zeppa storia scarpa Anti-sanzione

Tra i tanti modelli i più famosi sono forse i sandali Rainbow, realizzati nel 1938 per Judy Garland, che nello stesso anno registrò la nota canzone “Over the Rainbow”, e che cantò nell’anno successivo ne Il Mago di Oz. La zeppa in sé ne incarna appieno lo spirito, grazie al camoscio colorato che riveste il sughero e anche grazie al cinturino e ai dettagli dorati che, a posteriori (forse non intenzionalmente), rimandano a quel famoso sentiero dorato che accompagna la Garland per tutto il film.

Una sinergia che si riflette anche nel rapporto tra Carmen Miranda e Ferragamo, il quale creò per la cantante divenuta icona in Brasile e nel mondo, una scarpa tempestata di piccoli specchietti luccicanti, e che porta il suo nome. Il sandalo Carmen suggella infatti la passione che l’artista nutriva per la tipologia di scarpa in questione, e che indossava sul palco durante le sue performance e riponeva poi a casa propria, dove conservava una vigorosa collezione di zeppe.

Tra i modelli più noti di Ferragamo non può mancare però il sandalo Invisible, prodotto nel 1947, che valse al designer il Neiman Marcus Award, al tempo considerato l’Oscar della Moda. Grazie a una suola con zeppa in legno a forma di “F” e un filo di nylon trasparente, la scarpa non fu solo considerata innovativa ai tempi, ma conserva in sé un aneddoto curioso: si dice infatti che Ferragamo prese ispirazione dalla lenza in nylon utilizzata dai pescatori sull’Arno per catturare i pesci.

Nel tempo, la zeppa ha poi avuto vita propria, e attraversando i periodi e i trend tra i più disparati, è stata una scarpa punk, ma anche un’ottima calzatura da vacanza, amata dalle pop-star, e impreziosita ancora di più da altri designer. Salvatore Ferragamo, purtroppo, non ebbe mai modo di assistere a questa evoluzione, essendo scomparso nel 1960. Ma della sua geniale intuizione nata negli ormai lontani Anni ‘30, il mondo ne beneficerà sempre.

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