FOOD & BEVERAGE

25 Ottobre 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Questa cantina esiste davvero ed è un capolavoro architettonico

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25 Ottobre 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Questa cantina esiste davvero ed è un capolavoro architettonico

A guardarla da lontano, la Sauska Tokaj Winery sembra sfidare la gravità, con due grandi strutture dalle linee curve che emergono dalla collina come lenti sospese sopra i filari, al di sopra di una cantina che si sviluppa quasi interamente sottoterra. L’edificio sorge sulle pendici meridionali del Padi, vicino a Rátka, nel Tokaj ungherese, all’interno di un paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Il progetto porta la firma di BORD Architectural Studio, guidato dall’architetto Péter Bordás, ed è stato completato nel 2024 dopo un lungo percorso progettuale avviato nel 2014. La struttura occupa 5.830 metri quadrati e risponde alla visione di Christian e Andrea Sauska, che nel 2003 avevano avviato il loro progetto vitivinicolo nel Tokaj e desideravano affiancare alla produzione uno spazio dedicato all’ospitalità, con un ristorante e un bar affacciati sui vigneti. L’architettura nasce così dalla volontà di creare un nuovo punto di riferimento per l’enoturismo della regione, attraverso un edificio capace di valorizzare il territorio senza alterarne il carattere. A definire il profilo della cantina sono due volumi lenticolari che si intersecano, ciascuno con un diametro di 36 metri, sostenuti da sottili colonne d’acciaio arretrate rispetto ai bordi per accentuare l’impressione che le grandi coperture galleggino sopra le vigne. Le superfici curve si protendono verso l’esterno, proteggono le vetrate e accompagnano lo sguardo verso le terrazze panoramiche, dalle quali si osservano i filari che seguono il profilo delle colline, con la luce del sole che sfiora la parte inferiore delle strutture e ne accentua l’effetto di sospensione.

L’esperienza comincia con un percorso pedonale che attraversa il pendio e conduce a un ingresso discretamente inserito nella terra, dal quale un corridoio illuminato dall’alto accompagna gli ospiti verso il ristorante e il bar, dove i soffitti curvi si restringono progressivamente in direzione delle terrazze, amplificando la sensazione di apertura sul paesaggio. Gli interni, progettati da Tihany Design, accostano il legno naturale alla pietra calcarea locale, in un dialogo continuo con le grandi vetrate che lasciano entrare la luce e trasformano il panorama in parte integrante degli ambienti. Il contrasto fra la penombra dell’accesso e la luminosità delle sale rende ancora più sorprendente l’arrivo sulle terrazze.

Sotto questa architettura luminosa si sviluppa la parte produttiva della cantina, con sale di fermentazione a pianta circolare nelle quali le vasche d’acciaio sono disposte in anelli concentrici attorno all’area destinata alle botti. Un sistema di collegamenti sotterranei serve le operazioni di lavorazione e trasporto, e la protezione naturale del terreno favorisce la stabilità delle temperature, secondo un principio che richiama le antiche cantine del Tokaj scavate nel tufo vulcanico.

Il legame con questa tradizione attraversa secoli di storia, durante i quali il Tokaji Aszú, celebre vino dolce muffato lasciato ad affinare in botti di rovere, ha contribuito alla fama internazionale della regione. Dopo i decenni della produzione industriale durante il periodo socialista, il Tokaj ha conosciuto una nuova fase di sviluppo, alla quale ha partecipato anche la famiglia Sauska, che nel 2009 ha realizzato la sua prima vendemmia nella regione.

Da lontano rimangono visibili soprattutto quelle due forme sospese, abbastanza audaci da farsi riconoscere e abbastanza leggere da lasciare ancora ai vigneti il ruolo di protagonisti.

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