STYLE

15 Settembre 2026

Articolo di

Clara Giaquinto

I trofei più importanti al mondo sono Tiffany & Co.

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15 Settembre 2026

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Clara Giaquinto
Tiffany & Co. trofei più importanti mondo sport US Open Alexander Zverev
Photo of Tiffany & Co.

I trofei più importanti al mondo sono Tiffany & Co.

Nel 1837, quando vennero aperte le porte del primo negozio Tiffany a New York con un incasso a fine giornata di soli 4,98 dollari, era difficile immaginare che quel nome, che diventerà poi Tiffany & Co., sarebbe diventato sinonimo globale del lusso e dell’alta gioielleria. Eppure, la storia della maison è partita da una vocazione quasi pionieristica, sin da subito costellata da un’incredibile serie di primati che ne hanno plasmato l’identità. Partendo dal primissimo catalogo di vendita per corrispondenza negli Stati Uniti nel 1845, all’istituzione dello standard dell’argento 925 nel 1851 (poi adottato dall’intera nazione), fino al 1886 quando Charles Lewis Tiffany presentò la montatura a sei griffe del Tiffany Settingil primo anello di fidanzamento come lo conosciamo oggi, simbolo eterno dell’amore da oltre 130 anni. Nel 1885 il brand ridisegnò lo stemma degli Stati Uniti tuttora presente sulle banconote statunitensi, un disegno di Tiffany che milioni di americani conservano inconsapevolmente in tasca. 

Questa intraprendenza si è estesa in modo naturale al mondo delle competizioni sportive, creando una relazione virtuosa, se non simbiotica, con la celebrazione dei successi agonistici più prestigiosi del mondo. La maison crea il primo trofeo sportivo nel 1860 con il Woodlawn Vase, una coppa forgiata a mano in argento, alta 91 cm e del peso di oltre 13,6 chili, destinata all’ippica, che rappresenta ad oggi il premio più antico degli Stati Uniti, assegnato al vincitore della storica Preakness Stakes di Baltimora. Dalle corse dei cavalli, oggi la tradizione dell’argenteria di Tiffany è arrivata ad abbracciare diverse discipline, firmando i premi delle competizioni più importanti a livello internazionale, che si tratti di Major o di gare del Grande Slam. Diventati ormai icone di vittoria, questi trofei vengono presentati alla cerimonia di consegna nel loro inconfondibile scrigno color Tiffany Blue, proprio come fossero dei gioielli, solo in scala più grande a ben rappresentare l’immensità del sogno appena conquistato. 

In particolare, il mese di settembre coincide con uno dei momenti più roventi del calendario sportivo, direttamente dal cemento di Flushing Meadows, dove si tengono le finali dell’US Open di tennis. Da quasi quarant’anni Tiffany realizza i trofei assegnati per il torneo, tra cui i premi per i vincitori del Singolare e del Doppio, entrambi sia maschili che femminili, e quello per il Doppio Misto. I premi dedicati ai vincitori del Singolare, alti quasi 46 centimetri e con un peso di circa 4 chili ciascuno, vengono plasmati nel laboratorio di Cumberland, nel Rhode Island. La loro realizzazione arriva a richiedere sei mesi di lavoro per un totale di 66 ore di interventi manuali, distribuiti tra tecniche di tornitura, cesellatura, incisione a mano e lucidatura, prima di essere alzati dai vincitori in mondovisione. 

I molti capitoli scritti da Tiffany dedicati allo sport permettono di ripercorrere molti dei momenti di effervescenza collettiva più riconoscibili dell’immaginario a stelle e strisce. C’è il football ovviamente, con l’assegnazione del Vince Lombardi Trophy alla squadra vincitrice del Super Bowl, che rappresenta l’apice della gloria sulla griglia verde. La storia narra che nel 1966 Oscar Riedener, all’epoca vicepresidente di Tiffany, disegnò la bozza del premio su un tovagliolo durante una riunione con il commissario NFL Pete Rozelle. Prodotto a partire dal primissimo Super Bowl del 1967, il trofeo raffigura un pallone da football in dimensioni regolamentari pronto per il calcio e ha un peso di quasi 4 chili. 

Sul parquet dell’NBA, la maison di gioielleria compete dal 1977, arrivando a realizzare oggi sette trofei NBA e un trofeo per la WNBA. Nel 2022 il design di tutta la serie è stato aggiornato dall’artista Victor Solomon. Oggi il più celebre tra tutti è sicuramente il Larry O’Brien Championship Trophy, destinato alla squadra vincitrice delle finali NBA. Tredici chili con all’apice un pallone da basket che entra in un canestro, alla cui base si trova lo spazio per i nomi dei campioni dei prossimi venticinque anni, oltre che per i nomi di tutte le squadre vincitrici del passato. Anche il baseball possiede un intreccio profondo con la Maison. Nel 1877 Edward C. Moore, Chief Designer di Tiffany, disegnò la Medaglia al Valore in cui spiccano le lettere “N” e “Y” sovrapposte, la cui grafica ispirò successivamente il leggendario logo dei New York Yankees. Sul fronte dei tornei, nel 1888 la maison crea il primo trofeo per il campionato del mondo di baseball, la Hall Championship Cup, e continua ancora oggi con la realizzazione di altri importanti premi per la Major League Baseball. I laboratori di lavorazione hanno esteso i propri confini fino ai motori, firmando nel 2022 il primo trofeo Tiffany per la F1 con il Grand Prix di Miami, con dettagli ispirati alle linee dell’autodromo. Una versatilità che arriva fino al golf, con varie tappe del PGA Tour, tra cui la FedEx Cup e il THE PLAYERS Championship, affettuosamente chiamato dagli appassionati “il quinto major”. 

Oltre alle competizioni tradizionali un elemento distintivo della produzione contemporanea di Tiffany riguarda il forte impegno nel ridefinire i trofei per le discipline femminili che per decenni hanno vissuto all’ombra delle controparti maschili in termini di imponenza e lavorazione. Un approccio questo, che vuole riflettere valori di equità ed inclusione attraverso una chiara direzione di parità visiva e concettuale. Un esempio lampante arriva dal basket, infatti dal 1997 la casa di gioielleria firma il trofeo delle finali WNBA, ma nel 2023 lo ha completamente riprogettato nelle dimensioni per eguagliarlo al corrispettivo maschile NBA. La stessa filosofia guida la collaborazione con la National Women’s Soccer League nel calcio americano e con il campionato professionistico di hockey su ghiaccio femminile (PWHL), oltre che con la League One Volleyball, il massimo campionato di pallavolo indoor femminile americano. Dal 1984 il brand realizza a mano anche il trofeo Samuel Rudin, assegnato ai vincitori delle categorie femminile, maschile e diversamente abili della celebre Maratona di New York. I piatti d’argento richiedono quasi tre mesi di lavoro e sono caratterizzati da un’incisione smaltata del famoso percorso che si estende da Staten Island a Central Park. 

La storia dei trofei Tiffany è, in ultima analisi, la storia della vittoria stessa. Questi premi sono diventati veri e propri simboli della cultura di massa, un intreccio di eccellenza artigianale ed emozione pura. In fondo, il successo sportivo vive per sua natura spesso nella transitorietà di un istante, nella frazione di secondo che separa dalla vittoria. Con i suoi manufatti, il brand crea quasi un ponte tra la dimensione simbolica e la dimensione fisica dell’oggetto, scrivendo una lunga storia d’argento e passione che continua a elevare il traguardo di un atleta a una scultura destinata all’eternità.

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