ACCESSORIES

27 Luglio 2026

Articolo di

Laura Sandroni

Il fascino del ventaglio, l’accessorio anti-caldo più elegante di sempre

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27 Luglio 2026

Articolo di

Laura Sandroni
Ventaglio accessorio anti-caldo storia Duvelleroy
Photo of Laurene Bouaziz/Duvelleroy

Il fascino del ventaglio, l’accessorio anti-caldo più elegante di sempre

Ci sono accessori che restano nel tempo, che si fanno spazio tra le pagine della storia e che, evolvendosi e reinventandosi, si trasformano in pezzi evergreen della moda e del nostro guardaroba. Accessori come il ventaglio, uno dei protagonisti delle nostre estati ma che, come spesso accade, ha una lunga storia e radici che risalgono a epoche e civiltà lontane.

La storia del ventaglio, infatti, parte dall’antico Egitto, e da alcuni ritrovamenti che sono stati fatti all’interno della tomba di Tutankhamon, dove sono stati rinvenuti ben otto ventagli che ne testimoniano un largo utilizzo, oltre a tutta una serie di raffigurazioni sulle pareti in cui questo accessorio è stato dipinto e reso eterno.

Un simbolo di potere e di protezione divina, che spesso veniva realizzato con pietre preziose e piume e in diverse dimensioni. Ma anche un oggetto di grande valore, riservato alla famiglia reale di cui il faraone era all’apice, o agli ufficiali militari.

Una delle rappresentazioni più classiche e diffuse dell’antico Egitto, infatti, è proprio quella del reggente che viene sventolato e rinfrescato da un servitore con un grande ventaglio di piume. Un’immagine simbolo del potere del faraone e in cui il ventaglio diventa parte integrante del suo status e benessere.

E se nell’antico Egitto questo accessorio anti-caldo era associato al faraone, in Grecia la sua funzione cambiava radicalmente. Qui veniva realizzato a forma si ramo, solitamente di acacia o palma, ed era usato principalmente con una funzione di “difesa”, per allontanare le mosche dagli altari dove venivano poste le offerte per gli dei.

Il ventaglio in Oriente, un simbolo legato alla tradizione

Se si pensa al ventaglio, però, un’immagine che viene subito alla mente è legata all’Oriente. In Cina, la storia del ventaglio risale a migliaia di anni fa, tanto che è proprio in questa terra straordinaria e dalle tradizioni millenarie che si trova il ventaglio più antico, datato al VII secolo a.C e che veniva considerato un elemento divino. Un tempo, infatti, si credeva che gli dei, salendo sopra a questo oggetto, potessero attraversare gli oceani e muoversi nell’aria. E non è un caso che i primi ventagli che vennero realizzati erano in legno di sandalo, usato come repellente per gli insetti e come profumatore, ed erano provvisti di decorazioni fatte di piume, come a voler facilitare e sostenere il volo.

Altro Paese profondamente legato a questo oggetto, poi, è il Giappone. Nonostante non si sappia con esattezza quando questo accessorio ha fatto la sua comparsa, è certo che la sua storia in questo luogo e nella vicina Corea è molto lunga. Un tempo era utilizzavo prevalentemente dagli uomini (l'”ogi”) e durante il periodo medievale, il capo dell’esercito (lo shogun), utilizzava un ventaglio dalla struttura in acciaio e con la lama bianca decorata con un cerchio rosso, che serviva sia per guidare le truppe, che come segnale di adunanza o di ordine di esecuzione, di sorveglianza e di protezione, a seconda se veniva tenuto chiuso o aperto. 

L’arrivo del ventaglio in Europa, un viaggio senza tempo

Ed è proprio dal Giappone che il ventaglio arriva in Europa, uscendo dai bauli portoghesi che durante il XVI secolo arrivarono dal Sol Levante carichi di sete e spezie, e diventando in brevissimo tempo un oggetto legato al lusso, alla raffinatezza e un accessorio immancabile dell’abbigliamento nobiliare.

Elisabetta I d’Inghilterra e Caterina de’ Medici, lo utilizzavano come simbolo di potere, tanto che proprio Caterina, regina di Francia, ne imporrà l’uso a corte, elevandolo ad accessorio strettamente legato al dominio e alla regalità, tanto che fu durante il regno di Luigi XIV, in piena epoca Rococò, che venne istituita una corporazione di ventagli. Un oggetto che ogni nobildonna doveva avere e saper maneggiare e che, in epoca Vittoriana, a seconda di come lo si usava prendeva significati diversi, come parte di un linguaggio in codice, segretamente condiviso e che teneva le fila degli intrecci e vicissitudini nobiliari.

A seconda di come veniva realizzato, poi, il ventaglio poteva essere legato a un momento particolare del suo possessore, un fidanzamento, un lutto, ma anche come oggetto legato a una opinione politica. E fino a diventare un vero accessorio artistico, un componente d’artigianato che veniva decorato con avorio, perle e pietre preziose, un pezzo di arte autentica.

Ad aprire davvero le porte alla grande diffusione di questo accessorio, però, fu la Spagna. Nel XIX secolo, la produzione di ventagli si sviluppò su larga scala, soprattutto a Valencia, dove la Real Fábrica de Abanicos, divenne la più grande d’Europa. Dai modelli in piume a quelli realizzati su seta e con foglie dipinte ispirate all’Art Nouveau e all’Art Déco, tanto che ancora oggi, la Spagna insieme al Giappone, sono tra i maggiori produttori di ventagli al mondo.

Una vera e propria dichiarazione di stile, che diventa un protagonista discreto accanto a ogni capo con cui viene indossato e che ancora oggi viene prodotto come un vero pezzo d’arte da aziende storiche come Duvelleroy, la maison francese di ventagli realizzati con legni pregiati, madreperla, piume, sete e ricami, che servì tutte le corti europee nel XX secolo. Ma anche da brand italiani come Ditta Artigiana Ventagli Camurati, nata nel 1935 in un vecchio cortile di Viale Col di Lana, a Milano, e che dal 1948 produce modelli di altissima qualità, in diversi stili, colori e materiali di pregio, dalla seta al pizzo Sangallo, collaborando con il teatro, l’opera e il cinema, in film come “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

Un accessorio raffinato ed elegante ma di uso comune, che si porta ovunque e che viene usato da chiunque.

Dal passato all’epoca moderna

Un oggetto profondamente legato alla moda, indossato e interpretato in modi sempre diversi e personali. Karl Lagerfeld, per esempio, lo considerava quasi come un suo prolungamento, tanto da possedere una ricca collezione di ventagli storici e moderni.

John Galliano per Christian Dior ha portato spesso questo accessorio nelle sue sfilate, come nell’indimenticabile evento Haute Couture SS98 ispirato alla marchesa Luisa Casati, in cui il ventaglio è diventato il protagonista assoluto del suo stile massimalista.

Nella Resort 2023 di Christian Dior, Maria Grazia Chiuri celebrò l’identità spagnola del ventaglio nella Plaza de España a Siviglia.

Mentre Chanel, nella visione di Matthieu Blazy, durante lo show Metiers d’art Pre Fall 2026 ha riproposto il ventaglio in versione anni ’20, facendo sfilare un modello di piume nella cornice di una metropolitana newyorkese.  

Ventaglio Chanel Métiers d

Photo of Chanel

Un pezzo di storia, un accessorio che ha attraversato epoche e culture diverse, restando fedele a se stesso pur arricchendosi di significati, ma senza mai perdere il suo fascino, arrivando fino a oggi ad elevare ogni look, definendo lo stile di chi lo porta e mantenendo intatto il suo potere e la sua allure.

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