STYLE

5 Maggio 2026

Articolo di

Michela Frau

Versace e la poetica dei party

STYLE

5 Maggio 2026

Articolo di

Michela Frau
Gianni Versace Festa party Donatella Versace Elton John
Photo IG of @donatella_versace

Versace e la poetica dei party

Una volta lo storico dell’arte Philippe Daverio disse che Versace rappresentò il grande riscatto mondiale del barocco mediterraneo. Con lui, quell’intreccio colorato e sfrontato di fili, fantasie, passionalità e influenze – e, in un certo senso, anche di aggressività visiva, come sottolineò lo stesso Daverio – si trasformò in un vero e proprio modo di vestire (e di vivere). L’esagerazione diventa cool, si emancipa dalla sfera del cattivo gusto e si avvicina piuttosto a quella dell’espressione personale: et voilà, si veste di un’accezione positiva. Un cambio di paradigma che funzionò, in gran parte, grazie alla sua autenticità. Non ci sono sovrastrutture e macchinazioni, circondarsi di una molteplicità fastosa di segni e decorazioni per Gianni Versace era un’inclinazione naturale.

Opulente, barocche e audaci erano le sue creazioni, così come lo erano, in egual modo, le sue dimore. Da Milano a Como, da New York fino a Miami, dove si trovava la sua residenza più famosa, e non solo per gli avvenimenti tristemente noti del 15 luglio 1997, ma anche perché Casa Casuarina fu il teatro in cui andarono in scena le feste più spettacolari, così opulente, barocche e audaci, ma comunque capaci di trasmettere quell’intimità e quel calore familiare – quel senso di far parte di qualcosa – che costituiva a pieno titolo l’essenza di Versace. Tutto ebbe inizio nel 1993, quando si tenne la festa di inaugurazione.

Quella villa, il cui nome deriva dal grande pino australiano dalle foglie affilate che un tempo giaceva lì davanti, fu costruita nel 1930 per volere dell’architetto Alden Freeman, desideroso di replicare su Ocean Drive la casa che vide a Santo Domingo, un tempo appartenuta al figlio di Cristoforo Colombo. Pochi anni dopo, la villa venne trasformata in un edificio residenziale, l’Amsterdam Palace, un conglomerato di ventiquattro appartamenti i cui continui cambi di proprietà, pur contribuendo a lasciarla in uno stato di semiabbandono, non celarono il fascino di quell’edificio ispanico nel cuore di South Beach. Anzi, quell’allure di opulente decadenza non poté passare inosservata a Gianni Versace, che passò di lì mentre era diretto a Cuba. L’Afrodite inginocchiata in bronzo, posizionata davanti all’ingresso principale, fece il resto. Scattò il colpo di fulmine.

2,95 milioni di dollari per l’acquisto, 33 milioni per la ristrutturazione e altri 3,7 milioni per l’acquisizione dell’hotel adiacente, trasformato in dépendance e nell’iconica piscina – intarsiata con migliaia di piastrelle d’oro a 24 carati importate dall’Italia – bastarono a convertire Villa Casa Casuarina nell’attrazione più iconica di Miami, fulcro ed emblema di un glamour edonista, underground e sensuale, che travolse la città la quale, con l’arrivo di Gianni Versace, visse la sua golden age dopo un periodo di decadenza.

«Se andavi a una festa di Gianni Versace, non te ne andavi. Restavi finché non finiva», disse qualche tempo fa a Vogue Donatella Versace, lei che era l’anima di quelle feste, la vera socialite in famiglia. Gianni, anche per sua stessa dichiarazione, non era un party boy: capitava non di rado che si ritirasse nelle sue stanze mentre, tra affreschi, vetrate colorate, mosaici e opere d’arte (tra le quali anche acquerelli di Picasso) , il jet set – o i «friends of the house», come li chiameremo ora, ma che in quell’occasione friends lo erano davvero – si scatenava sulle note di Elton John, caro amico e presenza fissa che amava soggiornare nella Safari Suite, quella con il tappeto a forma di leone per intenderci. «Ricordo ancora quando organizzava queste grandi feste e poi se ne andava all’improvviso, dicendo: “È tutto vostro, io vado a letto”. Così mi ritrovavo a intrattenere rockstar», ha ricordato Donatella in un’intervista a Vogue nel 2022.

Un atto di generosità, come lo sono d’altronde le numerose stanze della villa, un po’ troppe per pensare che la casa non fosse stata ristrutturata con l’intento di diventare luogo di ospitalità. Così fu. Madonna, Sylvester Stallone, Cher, la principessa Diana, Diana Ross e tutte le top model. E poi schiere di ospiti, spesso selezionati da Jaime Cardona, ex modello di Versace e uomo fidato della sua ristretta cerchia, potevano così assistere a feste tanto teatrali e scenografiche che solo un figlio della Magna Grecia avrebbe potuto ideare. Mito e testimonianza si incrociano in racconti che parlano di feste in cui poteva accadere di tutto: modelle che sfilavano e cantanti che si esibivano di punto in bianco, attori vestiti da greci a servire piatti ai commensali.

«Per anni abbiamo vissuto in questa casa, che era così felice, così gioiosa e così piena di bellissimi ricordi che sono più forti dell’omicidio», dichiarò Donatella a proposito della villa venduta dalla famiglia nel 2000 per 19 milioni di dollari, una cifra che all’epoca si riteneva essere il prezzo di vendita più alto mai registrato nella contea. Ultimo e purtroppo necessario atto di un capitolo di storia che sarebbe dovuto finire in un altro modo, ma che continua a vivere nel senso di community che è l’anima del brand della Medusa.

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

most read

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

related

most read

condividi su

Link copiato
negli appunti!

Iscriviti alla newsletter

Privacy(Obbligatorio)