Il fascino delle prime volte è innegabile. Quel fascino, tuttavia, non si deteriora quando un tema, nel tempo divenuto una costante, parte integrante di un discorso che prosegue dal 1978, viene affrontato sotto una nuova luce. Da una nuova prospettiva. E così la celebrazione del corpo in movimento di Versace appare come una novità quando nasce dal dialogo con Onitsuka Tiger.
Il debutto era avvenuto tra le sale della Pinacoteca Ambrosiana, in occasione della presentazione della collezione primavera-estate 2026, lo scorso settembre, ma ora il lancio delle nuove trainers tai-chi, rivisitate per l’occasione, è ufficiale. E la nuova campagna firmata da Frank Lebon lo testimonia.
La silhouette, affusolata e dal design minimal, è quella iconica che ben conosciamo. Pure le stripes, dalla doppia impuntura, marchio di fabbrica di una scarpa cult — indossata da Bruce Lee in Game of Death prima, e da Uma Thurman in Kill Bill poi — sono le stesse. Come lo è la loro origine geografica: il Giappone, nella prefettura di Tottori, luogo di nascita del fondatore Kihachiro Onitsuka, e ora sede dell’Onitsuka Innovative Factory dove nasce la linea Made in Japan del brand. Questa volta però le pelli utilizzate per la TAI-CHI Sakura (e per tutti gli altri pezzi della nuova collezione, che comprende anche una speciale versione di mocassino), sono rigorosamente italiane, sottoposte a speciali lavaggi e processi di lucidatura che ne definiscono l’aspetto vintage. A completare, una borchia dorata a forma di Medusa sigilla il dialogo tra due brand, due culture e due visioni differenti, unite da un elemento caro ad entrambe: il dinamismo.
Da questo punto di incontro nasce una collaborazione che unisce il minimalismo, la precisione e la cultura giapponese di Onitsuka Tiger all’estetica innovativa di Versace.
Rosa
Marrone
Verde
Argento + Oro
Forma e forza. Mente e corpo. Movimento. Quello del tai-chi, antica arte marziale orientale da cui prende il nome il modello, e quello che Onitsuka, fin dalla sua fondazione, ha voluto diffondere tra i giovani. Lo stesso che, per Gianni Versace, fu centrale tanto nella sua poetica quanto nel design dei suoi capi, pensati per accompagnare le donne in scena, non solo quella teatrale dei numerosi balletti per cui disegnò i costumi, ma anche nella vita di tutti i giorni. Da questo punto di incontro nasce una collaborazione che unisce il minimalismo, la precisione e la cultura giapponese di Onitsuka Tiger all’estetica innovativa di Versace. Per la maison della Medusa, d’altronde, il classicismo è sempre stato il punto di partenza per esplorare con audacia, senza limiti, il mondo. Oggi, questa esplorazione volge lo sguardo al Sol Levante.
Qui a Tokyo, un evento celebra il lancio ufficiale della collaborazione, coinvolgendo la comunità locale e creando di fatto un ponte (più o meno) immaginario tra Italia e Giappone. E così le immagini, nuove e d’archivio, di Momo Okabe — fotografa giapponese nota per gli scatti potenti e provocatori che esplorano temi di genere, sesso e sessualità, già parte del progetto culturale Versace Embodied — arricchiscono le pagine della fanzine distribuita durante l’evento, che verrà poi replicato a Hong Kong, New York e Milano. Fanzine avvolta in ritagli di tessuto provenienti dallo stabilimento di produzione Versace a Novara, seguendo l’antica tecnica giapponese del furoshiki, a cui è stato dedicato un workshop. A completare il pacchetto, come un grande fiocco di tessuto, la playlist curata dalla DJ giapponese Ashley Yuka.
Dal 2 aprile l’intera collezione è disponibile per l’acquisto online e in una selezione di negozi Versace in tutto il mondo.