Nei boschi dei Pirenei è stato trovato uno chalet nascosto firmato da Gaudí
ART & DESIGN
13 Marzo 2026
Articolo di
Valentina AlfaranoNei boschi dei Pirenei è stato trovato uno chalet nascosto firmato da Gaudí
Sulle montagne della Catalogna, tra i boschi della Serra del Catllaràs, nel Berguedà, a oltre mille metri di quota, esiste uno chalet modernista rimasto per più di un secolo ai margini della storia dell’architettura. Una recente ricerca scientifica ne attribuisce oggi il progetto ad Antoni Gaudí, tra i protagonisti dell’architettura europea tra Ottocento e Novecento.
Noto come Xalet del Catllaràs e costruito tra il 1901 e il 1908, è tornato al centro degli studi grazie a un’indagine commissionata dal Dipartimento della Cultura della Catalogna. La ricerca, coordinata dall’architetto Galdric Santana, docente della Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona e direttore della Cattedra Gaudí della Universitat Politècnica de Catalunya, ha individuato nell’edificio caratteristiche geometriche e costruttive coerenti con il metodo progettuale dell’architetto catalano, confermandone l’autorialità.
Costruito nei primi anni del Novecento, lo chalet nasce in un contesto molto diverso da quello delle celebri opere urbane dell’architetto catalano; l’architettura si inserisce in un paesaggio montano segnato dalle miniere di carbone e dalle infrastrutture legate alla produzione di cemento. Il progetto fu commissionato dall’imprenditore Eusebi Güell, figura centrale nella carriera di Gaudí, per ospitare ingegneri e tecnici impegnati nelle miniere che rifornivano la cementeria Asland di Clot del Moro.
Il complesso doveva offrire alloggio ai lavoratori specializzati che operavano in una zona impervia della Catalogna settentrionale. Nonostante la funzione pratica, l’edificio rivela una ricerca architettonica sorprendente per un contesto industriale di montagna. La struttura ha una pianta rettangolare e si sviluppa su tre livelli, con una superficie di circa quattrocento metri quadrati. Gli spazi interni seguivano la gerarchia del lavoro, con i servizi e le cucine al piano terra, gli alloggi dei dirigenti al livello superiore, mentre il sottotetto ospitava gli ambienti destinati agli altri lavoratori.
Uno degli elementi più riconoscibili del progetto è la copertura a sesto acuto, una grande struttura che scende verso il terreno e definisce l’intera facciata. All’interno la volta assume la forma di una catenaria, soluzione strutturale che Gaudí utilizzò spesso nei suoi studi sugli archi e sull’equilibrio delle forze; una geometria che produce un volume compatto e dinamico, capace di adattarsi al paesaggio montano. Il linguaggio dell’edificio suggerisce una reinterpretazione dei rifugi alpini che comparivano nei Pirenei alla fine dell’Ottocento.
Gaudí guardava con interesse a queste costruzioni realizzate con materiali locali e integrate nel territorio e lo chalet del Catllaràs riprende quell’idea di architettura legata al luogo, ma la trasforma attraverso una struttura più complessa e una composizione modernista. Un altro dettaglio significativo riguarda la distribuzione degli ambienti. Gli accessi agli spazi interni sono organizzati con disimpegni disposti a quarantacinque gradi, una soluzione che compare anche in altri progetti dello stesso periodo e che consente di articolare il movimento tra le stanze con una geometria diagonale.
Nel corso del Novecento lo chalet subì varie modifiche. Le finestre vennero trasformate e il basamento originario in ciottoli fu ricoperto di cemento. L’edificio attraversò anche periodi di abbandono, finché alcuni interventi di recupero avviati nel XXI secolo ne hanno restituito l’aspetto storico. I restauri più recenti hanno ricostruito elementi scomparsi, tra cui la scala semicircolare esterna che collegava i livelli dell’edificio. La ricerca che ha portato alla nuova attribuzione è durata diversi anni e ha analizzato rilievi tridimensionali, fotografie storiche e documenti d’archivio. Gaudì non supervisionò la costruzione e questo spiega probabilmente il motivo per cui non rivendicò mai l’opera, e la realizzazione venne affidata ad altri tecnici e alcune scelte costruttive si allontanarono dal disegno originario.
Lo Xalet del Catllaràs apre uno sguardo diverso sull’opera di Gaudí. Tra i boschi del Berguedà, questo edificio nato per esigenze industriali mostra come il linguaggio dell’architetto catalano potesse adattarsi anche a un paesaggio montano e isolato. La recente attribuzione restituisce allo chalet il suo posto nella storia dell’architettura modernista e amplia la geografia delle opere legate al nome di Gaudí.
advertising
advertising
