Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent dopo 10 anni
STYLE
9 Ottobre 2026
Articolo di
Michela Frau
Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent dopo 10 anni
«À bientôt». Scrive Anthony Vaccarello nel post pubblicato questa mattina, ufficializzando un rumor che circolava ormai da tempo. L’ultimo golden show ai piedi di una brillante Tour Eiffel – che a riguardala oggi quasi appare avvolta da una patina di malinconica nostalgia – aveva del resto reso l’addio più che prevedibile. Il Re Mida se ne va. Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent.
Dieci anni di sodalizio in cui la maison di Monsieur Yves è tornata, con lui, a esprimere quella che in fondo è la sua essenza originaria: il desiderio. Per farlo, lo stilista belga, che agli albori della carriera ha lavorato accanto a Karl Lagerfeld da Fendi e a Donatella Versace per Versus, ha messo a punto un metodo capace di imprimere la sua visione, precisa e riconoscibilissima. Una visione mai tradita né abbandonata, nemmeno quando, complice anche una crisi generale del comparto del lusso, i numeri non hanno rispecchiato la potenza della sua creatività.
Ha saputo maneggiare con cura gli elementi più concreti del Dna della maison: le sahariane, i trench e le bluse, lo smoking e gli opulenti bijoux. Al tempo stesso, ha saputo interpretarne i tratti più astratti, dal desiderio di sensualità alla provocazione, fino al dialogo con l’arte, culminato nella nascita di Saint Laurent Productions, la casa di produzione cinematografica della maison. La bellezza.
Ma Vaccarello non si è limitato a preservare e reinterpretare l’eredità di Yves Saint Laurent. Ha introdotto nuovi codici che oggi appartengono a pieno titolo all’immaginario del brand. Le giacche in pelle dalle spalle voluminose, gli slip dress e i tailleur corti bordati di pelliccia, per esempio. Yves sedusse il mondo. Vaccarello ci ha ricordato perché.
Le speculazioni si rincorrono, ma nessuna ipotesi sul futuro di Anthony Vaccarello e di Saint Laurent sembra, al momento, più concreta delle altre. «À bientôt», però, significa «a presto», non «addio». E questo lascia sperare che potremo ammirare di nuovo molto presto la creatività dello stilista belga, a cui oggi non possiamo che dire: «merci».