Acne Studios e l’arte dello show space
STYLE
11 Marzo 2026
Articolo di
Beatrice Nicolini
Acne Studios e l’arte dello show space
C’era una volta una passerella ristretta, pochi invitati, e carta e penna poggiate su ogni seduta, utili ad annotare i desiderata da aggiungere al guardaroba a sfilata conclusa. Oggi, invece, è più probabile che quella penna serva a disegnare sui muri di una passerella, che da un divanetto crescano rami arzigogolati, o che gli invitati si trovino persino seduti in cavità infossate all’interno della passerella, un po’ come in un conversation pit.
Almeno da Acne Studios, che negli ultimi anni è diventato protagonista di una rivoluzione spaziale, dove il contesto, oltre a essere parte integrante della narrativa, è capace di diventare l’esperienza centrale. Lo show space, infatti, oltre ad accompagnare e sostenere la carica visiva delle nuove collezioni, è in grado di diventare un tutt’uno con capi e accessori, grazie al perfetto studio geometrico di angoli e luci, colori e tessuti, oggettistica ed estro creativo.
Gran parte della magia avviene nella scelta dei set designer, come nel caso di Shona Heath, l’artista che ha curato le scenografie del film “Povere Creature” di Yorgos Lanthimos e anche il set della sfilata autunno inverno 2023/2024 della maison. O Bureau Betak, lo studio di produzione che in occasione dell’ultima sfilata del brand ha trasformato il Collège des Bernardins in un deposito di memorie, dove poter accedere a spazi temporali diversi. O ancora Jonathan Lyndon Chase, l’artista americano che con le sue opere e installazioni esplora principalmente l’esperienza della comunità queer nera nel quotidiano, portando i suoi lavori nella scenografia della sfilata primavera estate 2025.
Ma anche nei giochi di contrasto, come quello tra natura e paesaggio urbano, ben presente nella sfilata autunno inverno 2025/2026, o nella rappresentazione di codici comprensibili a tutti, come nel caso della collezione primavera estate 2023 e la scelta di oggetti eterogenei pensati da Jonathan Lyndon Chase, sparpagliati nelle case di ciascuno, insieme a tutte quelle memorie impresse sulle nostre pareti, che rendono lo show space di Acne Studios il veicolo d’espressione di una moda viva, che respira in tutto ciò che la circonda.
Autunno inverno 2026/2027
Per commemorare trent’anni di storia, Acne Studios ha scelto di nuovo il Collège des Bernardins di Parigi, dove ci aveva lasciati la scorsa stagione. Questa volta, ad allestire lo spazio c’è la visone della production company Bureau Betak, che tra le arcate gotiche del luogo ha pensato di costruire un’enfilade costellata da “portali” dai colori e i materiali cangianti, i quali forniscono un collegamento diretto, seppur ideale, tra passato, presente e futuro.
Autunno inverno 2023/2024
La rigidità della foresta, il gothic chic e il buio preponderante degli inverni svedesi si presentano in rami avvinghiati da una serie di corde, da cui pende, però, una cascata di cristalli capace di illuminare anche le foreste più oscure, lasciando spazio all’incanto: un elogio alle radici territoriali del brand e all’immensità della natura, che dal set design di Shona Heath e della società di produzione Back of the House si sposta direttamente sui capi.
Primavera estate 2025
Da un lato un muro bianco e intonso, dall’altro uno colorato e segnato da disegni che diventano come la traccia di un vissuto, che prende forma negli spazi domestici, simulati al centro della passerella da installazioni dell’artista americano Jonathan Lyndon Chase, che trasformano il luogo in un salotto dai toni “familiari, ma al contempo alieni“.
Autunno inverno 2025/2026
La tensione tra tutto ciò che è naturale e artefatto è il fondamento del contrasto tra campagna e città, che, in passerella, lo studio d’arte e design svedese Front ha rappresentato attraverso installazioni in metallo che paiono simulare dei grattacieli, in cui ci si può quasi specchiare, mentre ai piedi dello skyline sopravvive la natura, personificata da sculture dalle sembianze rocciose.
Autunno inverno 2022/2023
La passerella pone da sempre i capi in una posizione d’elevazione. Ma quando si osserva una sfilata su sedute in pelliccia sintetica che affondano nella scena (ideate ancora una volta da Back of the House) piuttosto che ai margini, si diventa parte integrante dello show, dove le texture che si indossano, o su cui ci si poggia, diventano il centro di gravità della collezione.
Primavera estate 2023
Oggi cuscini e lenzuola in seta rosa o candelabri ricoperti di conchiglie, creati dalla nail artist Sylvie Macmillan, potrebbero essere sinonimo di un’estetica coquette, ma per la maison l’ispirazione era piuttosto quella dei temi classici del matrimonio, che non teme d’essere pacchiano, anzi, celebra la possibilità di esserlo, ancora una volta, grazie al set design di Back of the House.
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