STYLE

21 Maggio 2024

Articolo di

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Camilla Bordoni

#TBT: quali sono stati i fashion trend degli ultimi dieci anni?

STYLE

21 Maggio 2024

Articolo di

Camilla Bordoni
Brittany Xavier fashion trend ultimi dieci anni
Brittany Xavier

#TBT: quali sono stati i fashion trend degli ultimi dieci anni?

Si dice che la moda passi e lo stile resti ma… se facessimo un throwback degli ultimi dieci anni andremmo ancora fieri dei fashion trend che il nostro guardaroba ha gentilmente ospitato? Forse sì o forse no, la verità è che in questa decade di glamour abbiamo assistito al lancio di pezzi cult che hanno conquistato i portafogli del côte modaiolo, al nascere e morire di tendenze di ogni genere (anche quando ancora non si etichettavano con termini in inglese, ndr) e a trovate stilistiche utili a scalare i social e ad aumentare più il business dei brand che a farci vestire.

Ebbene, si tratta un po’ di riguardare le vecchie foto postate su Instagram. Se ancora non le si hanno eliminate, bisogna analizzare gli outfit indossati con lo stesso spirito critico di quando si sfoglia un vecchio album di famiglia e ci si ritrova dei bambini con un taglio a scodella alla Spock o con il piumino di cinque taglie più grandi. Quindi la disarmante domanda a cui stiamo per sottoporci è: ne usciremo indenni?

Fashion trend 2014: Tra perle e pupazzi

C’è da fare una premessa importante: nei due anni precedenti tutti eravamo capitolati per le Beckett di Isabel Marant, la felpa con la tigre di Kenzo e quella con il bamby di Givenchy (chi dimentica è complice!). Nel 2014 la childish mania si contiene e diventa più “patinata” se così si può dire. È l’anno in cui Karl Lagerfeld se ne esce con lo charms/peluches di pelliccia Karlito e sì, era tanto voluto quanto proporzionalmente imitato. Coloratissimo e funny ma astenersi dai giudizi, soprattutto quando dieci anni dopo si attaccano chiavi, pendenti e portachiavi alle borse (Miu Miu? Balenciaga?). Ah, un altro items di cui non si contavano i dupes erano gli orecchini di perla doppia di Dior… al mercato rionale li potevano trovare tutti ad un prezzo “apprezzabile”.

2015 e la comodità di Alessandro Michele

Dici 2015 pensi subito al bomber, alle calze colorate e… alle slippers con pelliccia di Gucci. Erano le Princetown e come una fashion victim che si rispetti le indossavi così: jeans stretto o pants Adidas, long coat, cappuccino alla mano e borsa  a tracolla. Eri felice anche se Raf Simons aveva lasciato Dior.

2016 l’hypebeast: il boom dello streetwear

Il 2016 è stato l’anno in cui tutti ballavano sulle note di Faded mentre Fedez con Vorrei ma non posto si guadagnava l’attenzione di Chiara Ferragni insieme al “cane con il papillon di Vuitton”. Però è stato anche il momento in cui le vere passerelle erano diventate le strade. La cultura pop eresse l’hypebeast come fashion trend incentrato sul lessico dello streetwear e sulla smania materialista di possedere l’ultima sneaker o drop griffato in commercio. Uno tra tutti? Il mattone rosso di Supreme, chi se lo scorda (come le ciabatte furry Fenty x puma rosa pastello, ndr).

Il fashion trend 2017? La logo-mania!

Metterci la firma era fondamentale quell’anno. I brand si muovevano su una sottilissima linea di confine tra la logo-mania e l’ego-mania. Ma ciò nonostante la signature di una griffe doveva essere evidente, a tratti megalomane. Quindi non doveva passare inosservata… come le T-shirt di Moschino, le felpe o le borse di Gucci (in partnership con Trouble Andrew) o i maglioni/felpe di Gcds. Insomma, mai come in quell’anno il monogramma era uno statement indossabile!

2018 e il necessaire di Jacquemus

Nel 2018 non c’erano mezze misure perché gli oggetti del desiderio erano xxs o xxl. Chi al tempo sganciava La bomba (è il caso di dirlo, perché pure la collezione si chiamava così,ndr) era Jacquemus che in pochissimo tempo diventò virale con il suo show, i suoi maxi cappelli di paglia e, rullo di tamburi, le micro bags Le Chiquito, in cui non ci stava assolutamente nulla ammettiamolo. Eppure da tutti volute, amate, fotografate, persino usate come bra dalle designer su Instagram. Ma come si dice, evviva il less is more! Volete l’accessorio xxl? Le Balenciaga Triple S entravano di prepotenza nel Lyst index che scriveva: «Non succedeva dalle Air Jordan di Nike che un paio di sneaker cambiassero il corso delle tendenze calzaturiere. Scatenando un vero e proprio movimento culturale» .

Il 2019 è l’anno del tie-dye…fai da te

Se ve lo siete dimenticati, direttamente dagli anni ’70 il tie-dye ricolorava in maniera psichedelica il nostro armadio. Sia in estate che in autunno, si vedevano T-shirt, pantaloncini, felpe, jeans e tute total look davvero variopinte sulle strade di ogni metropoli. Si scriveva hippie-chic, ma la verità è che eravamo diventati un po’ l’emblema del “fricchettone 2.0”. Insomma il vero tie-dye non si comprava solamente, si faceva a casa seguendo uno dei mille mila tutorial che si trovavano online. L’art-attack prevedeva: spago, colore e una bacinella. Poi quel che usciva, usciva.

Il fashion trend 2020? Stattene a casa

Non c’è bisogno di ricordare nel dettaglio cosa sia successo nel 2020. Il Covid ci ha costretto in casa per mesi quindi più che tute, leggings e cozy silky set non si vedeva molto altro. A parte le mascherine, l’Amuchina e una valanga di outfit con le tute e di foto #pillowdresschallenge. Il vestito cuscino stretto con una cintura era decisamente sfuggito di mano a molti.

2021: l’unione fa la forza e vince il social distancing

Diciamo che c’era una discreta voglia di uscire. Diciamo anche che, tra una nuova ondata e l’altra del virus, si iniziava a intravedere un post-pandemia. Insomma si aveva voglia di una vera boccata d’Aria fresca, meglio se in buona compagnia. Quindi eccoci accontentati! Durante il 2021 l’unione Gucci-Balenciaga scovolge tutti con i completini bling bling e tailleur fiorati ma logati. Poco dopo la sua controparte Fendace replica con una collezione che più posh di così non era possibile. Intanto, mentre Kim Kardashian ricopriva le tutine Skims con il logo di Fendi, il fashion system si ricordava del social distancing e così tutti in passerella portarono l’accessorio must-have della stagione: il balaclava. Un po’ mascherina , un po’ passamontagna, ma trendy quanto bastava per convincerci a comprarlo. Di lana of course!

2022: l’Y2K torna sfarfaleggiando. Non è più rosso Valentino ma Pink PP

Galeotta fu la collezione primavera-estate 2022 di Blumarine che riportò in passerella il sense of style alla Britney Spears e il glamour posh di Paris Hilton anni ’00. I jeans a vita bassa, i top con le farfalline e gli occhiali lente rosa non si contavano. Intanto però la moda sembra risvegliarsi da un lungo sonno e sforna cool items come se non ci fosse un domani. Ricordiamo le micro gonne di Miu Miu, le sneaker Wales Bonner, la pigeon bag di Jw Anderson o la viralissima belt skirt di Diesel. Colpo di scena, Valentino non sarà più rosso ma stupisce con una sfilata interamente (o quasi) colorata di rosa Pink PP.   

2023: quiet luxury, old money, barbiecore, gorpcore, mermaidcore, dark academia, balletcore&co. I fashion trend non si contano

Impossibile elencare tutti i fashion trend del 2023, ma per facilitare almeno la classificazione tutti finivano con il suffisso -core. C’è stato il barbiecore dal film con Margot Robbie, il gorpcore dal mood escursionista, il mermaidcore dalla febbre della Sirenetta, il gothic core per via della Mercoledì Addams di Tim Burton e il balletcore. Ma c’è stata anche la scalata dello stile quiet luxury e old money. Insomma come ti vesti, ti vesti. E se nessuno non sapeva etichettare il tuo stile potevi sempre dire che eri un normcore/nothingcore.

2024 ci siamo. Mob wife e western cowboy battuti dal tenniscore

Siamo quasi a metà anno, quindi ancora c’è tempo per cambiare e modificare le carte in gioco ma per il momento tra i fashion trend più consistenti c’è stato il controverso Mob wife e il selvaggio cowboycore (si ancora -core). Insomma, diametralmente opposti se si pensa che con una si impersonifica il mood “moglie del boss” mentre con l’altra si potrebbe figurare a fianco di Robert Redford ne L’uomo che sussurrava ai cavalli. But, that’s it! Last but not least, come dimenticarsi del tenniscore! Dopotutto Zendaya l’ha servito così bene che ha battuto tre set a zero il fashion system.

In definitiva, come ne siamo usciti lo lasciamo decidere a voi. Quel che è certo è che prima o poi “tutto torna”… ma alcune cose speriamo di no!

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